Riprendiamo l’articolo della Coldiretti Piemontese che chiede una deroga agli abbruciamenti vegetali.
“Serve
urgentemente introdurre specifiche deroghe per l’abbruciamento dei materiale
vegetali, pratica che, oltre a mantenere produttive porzioni di territorio a
rischio abbandono e a prevenire rischi idrogeologici, è necessaria per evitare
il diffondersi di malattie fitopatogene ”. E’ quanto affermano Roberto
Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato
confederale nel rilevare le criticità riconducibili alla fase applicativa delle
misure introdotte rispetto al Piano Straordinario della Qualità dell’Aria.
“In
particolare per le imprese del comparto frutticolo, castanicolo, corilicolo e
viticolo, durante il periodo invernale, sono necessarie operazioni di potatura
per riequilibrare la pianta, la capacità produttiva e per eliminare parti
legnose compromesse da attacchi fitopatologici che non possono restare stoccate
poiché potrebbero essere molto pericolose per la diffusione di importanti
malattie. Interventi che se gestiti con modalità diverse, non eliminerebbero
del tutto i rischi e inciderebbero, comunque, alla produzione di agenti
inquinanti, presumibilmente in misura ancora maggiore – spiegano Moncalvo e
Rivarossa –. Pur comprendendo le ragioni di dover limitare la formazione di
polveri sottili e di dover trovare un giusto punto di equilibrio rispetto al
Piano Straordinario, chiediamo nuovamente alla Regione di introdurre la
possibilità di adottare delle deroghe per tutti i Comuni del Piemonte, almeno
di 30 giorni, anche non consecutivi (rispetto ad un divieto che interessa un periodo
di 7 mesi), attraverso specifici provvedimenti al fine di non mortificare le
esigenze di un territorio su cui insistono produzioni simbolo del Made in
Piemonte”.