La Commissione europea ha pubblicato oggi un pacchetto legislativo contenente tre nuove iniziative definite dalla Commissione necessarie per realizzare gli obiettivi previsti dal Green Deal europeo.
Il pacchetto, definito “Pacchetto Natura”, si compone delle
tre seguenti proposte legislative:
Deforestazione
La Commissione propone un nuovo
regolamento che punta frenare il disboscamento e il degrado forestale causati
dall’UE (consultabile qui,
e qui gli allegati).
Prendendo ad esame il periodo
1990 – 2020 la Commissione osserva che il mondo ha perso circa 420 milioni di
ettari di foresta, un’area più grande dell’Unione Europea. Il regolamento
proposto punta a garantire che i prodotti che i cittadini dell’UE acquistano,
utilizzano e consumano sul mercato dell’UE non contribuiscano alla
deforestazione globale e al degrado forestale.
Il principale motore dei
processi è individuato dalla Commissione nell’espansione agricola legata alle
materie prime soia, carne bovina, olio di palma, legno, cacao e caffè e ad
alcuni loro derivati.
Il regolamento stabilisce pertanto regole obbligatorie di due
diligence per le aziende che desiderano immettere questi prodotti sul
mercato dell’UE, con l’obiettivo di garantire che solo i prodotti legali e
privi di deforestazione siano ammessi sul mercato dell’UE. Gli operatori
saranno pertanto tenuti a raccogliere le coordinate geografiche dei territori
in cui sono state prodotte le merci che immettono sul mercato.
Un sistema di benchmarking
gestito dalla Commissione identificherà i Paesi che presentano un rischio
basso, medio o alto di produrre materie prime o prodotti che non sono esenti da
deforestazione o in conformità con la legislazione del Paese produttore. Gli
obblighi per gli operatori e le autorità varieranno in base al livello di
rischio del paese o della regione di produzione, con obblighi di diligenza semplificati
per i prodotti provenienti da aree a basso rischio e controlli rafforzati per
le aree ad alto rischio. La proposta prevede come la data di riferimento per
valutazione del rischio di deforestazione associato ad ogni prodotto il 31
dicembre 2020.
Inoltre, la Commissione si impegna a collaborare con i Paesi
partner, compresi i governi, il mondo accademico, il settore privato e la
società civile, per affrontare disboscamento e il degrado forestale.
Strategia UE per i suoli
La Commissione osserva che un
buono stato di salute dei suoli rappresenta il fondamento del 95 % degli
alimenti di cui ci nutriamo, ospita più del 25 % della biodiversità
mondiale ed è il più grande serbatoio terrestre di carbonio del pianeta.
Tuttavia, il 70% dei suoli nell’UE non è in buone condizioni. La strategia
definisce quindi un quadro con misure concrete per la protezione, il ripristino
e l’uso sostenibile del suolo e propone una serie di misure, sia volontarie che
vincolanti: l’obiettivo è aumentare il carbonio nei terreni agricoli,
combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati e garantire
che entro il 2050 tutti gli ecosistemi terrestri siano in buona salute.
La strategia (consultabile qui)chiede
per il suolo lo stesso livello di protezione che già esiste nell’UE per
l’acqua, l’ambiente marino e l’aria. Ciò sarà fatto tramite un nuovo atto
legislativo, che sarà proposto entro il 2023 in seguito a una valutazione
d’impatto ed una consultazione delle parti interessate.
Secondo la Commissione, l’applicazione sicura
di compost pulito, digestato, fanghi di depurazione e letame lavorato aiuterà a
chiudere i cicli dei nutrienti e del carbonio. Dare priorità all’uso
circolare della terra limiterà la forte pressione dell’impermeabilizzazione del
suolo e dell’occupazione del suolo su foreste, terreni agricoli e natura. Per
riutilizzare in sicurezza i terreni scavati e separare i terreni contaminati da
quelli puliti, è necessario secondo la Commissione rafforzare il monitoraggio
lungo tutta la filiera, con tracciabilità e controllo di qualità dal sito di
scavo fino all’estremità ricevente. La Commissione esaminerà ulteriormente i
flussi di suoli scavati generati, trattati e riutilizzati nell’UE e valuterà la
situazione del mercato negli Stati membri entro il 2023.
La Commissione valuterà inoltre la necessità e il potenziale di
disposizioni giuridicamente vincolanti per un “passaporto per il suolo
scavato” come parte dello sviluppo della legge sulla salute del suolo e
fornirà orientamenti, sulla base delle esperienze degli Stati membri, per
mettere in atto tale sistema.
Spedizione dei
rifiuti
Con la revisione del
regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti (consultabile qui,
e allegati qui),
la Commissione propone norme più rigorose per l’esportazione dei rifiuti, un
sistema più efficiente per la circolazione dei rifiuti considerati risorsa e
un’azione incisiva contro il traffico illegale. Le esportazioni di rifiuti
verso paesi non appartenenti all’OCSE saranno limitate e autorizzate solo se i
paesi terzi sono disposti a ricevere determinati rifiuti e sono in grado di gestirli in modo sostenibile. Le spedizioni di rifiuti verso i paesi
OCSE saranno invece monitorate e potranno essere sospese se causano gravi
problemi ambientali nel paese di destinazione. In base alla proposta tutte le
imprese dell’UE che esportano rifiuti fuori dall’Unione dovranno garantire che
gli impianti destinatari siano sottoposti a un audit indipendente da cui
risulti che gestiscono i rifiuti in modo ecologicamente corretto.
La Commissione propone poi di semplificare
ampiamente le procedure in vigore per le spedizioni intra UE, facilitando il
rientro dei rifiuti nell’economia circolare senza abbassare il livello di
controllo necessario. In tal modo si punta a ridurre la dipendenza dell’Unione
dalle materie prime primarie ed a sostenere l’innovazione e la
decarbonizzazione dell’industria per conseguire gli obiettivi climatici. Le
nuove norme mettono inoltre le spedizioni al passo con l’era digitale
introducendo lo scambio elettronico dei documenti.
Il regolamento rafforza ulteriormente l’azione
contro il traffico dei rifiuti: il 30 % delle spedizioni di rifiuti
potrebbe di fatto essere illegale, per un valore di 9,5 miliardi di euro
all’anno. Per migliorare l’efficienza e l’efficacia del regime di contrasto
sarà istituito un gruppo UE di garanzia della legalità delle spedizioni di
rifiuti, sarà conferito all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) il
potere di coadiuvare le indagini transnazionali condotte dagli Stati membri sul
traffico di rifiuti e saranno introdotte norme più rigorose in materia di
sanzioni amministrative.