Roma, 16 dicembre 2020. Il rapporto “Boschi e foreste nel Next Generation
EU. Sostenibilità, sicurezza, bellezza” di Fondazione Symbola, Coldiretti e
Bonifiche Ferraresi è stato presentato, questa mattina, alla
presenza del ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, dal
presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, dal presidente
Coldiretti, Ettore Prandini e dal presidente FederlegnoArredo, Claudio
Feltrin. Hanno introdotto i lavori, Stefano
Boeri Architetto e urbanista e Fabio Renzi Segretario
generale Fondazione Symbola. Le relazioni sono state di Carlo Blasi Presidente
Fondazione “Flora Italiana”, professore emerito Sapienza Università di Roma e Marco Marchetti Presidente
di Alberitalia, professore di Ecologia e Pianificazione delle risorse forestali
Università degli studi del Molise. Ha moderato l’evento Paola Pierotti Architetto,
giornalista PPAN. Sono intervenuti Massimiliano Atelli Presidente
Comitato per lo sviluppo del verde pubblico; Marco Bussone Presidente nazionale
Uncem; Antonio Brunori Segretario
generale PEFC Italia Massimo
Castelli Sindaco di Cerignale (PC), Coordinatore Nazionale
dei Piccoli Comuni dell’Anci; Stefano
Ciafani Presidente nazionale Legambiente, Sabrina Diamanti Presidente
nazionale Conaf; Nada
Forbici Presidente Assofloro; Carlo Montalbetti Direttore
generale Comieco; Renzo
Motta Presidente S.I.S.E.F. Società, Università degli
studi di Torino; Davide
Pettenella, professore di Economia e Politica forestale
Università di Padova; Giampiero
Sammuri Presidente Federparchi; Alessandra Stefani Direttore
generale Economia Montana e Foreste Ministero delle politiche agricole,
alimentari e forestali; Onofrio
Rota Segretario generale Fai Cisl; Giorgio Vacchiano Ricercatore
in gestione e pianificazione forestale Università statale di Milano; Federico Vecchioni Amministratore
delegato Bonifiche Ferraresi.
“Abbiamo elaborato insieme a Federforeste la proposta di
piantare in Italia 50 milioni di alberi nell’arco dei prossimi cinque anni
nelle aree rurali e in quelle metropolitane anche per far nascere foreste
urbane con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di
pianura a elevata produttività e il vasto e straordinario patrimonio forestale
presente nelle aree naturali” ha annunciato il presidente della Coldiretti,
Ettore Prandini all’incontro su Boschi e foreste nel Next Generation EU
promosso da Symbola. “Con l’inquinamento dell’aria che è considerato dal 47%
degli italiani la prima emergenza ambientale secondo l’indagine
Coldiretti/Ixe’, bisogna intervenire – ha sottolineato Prandini – in modo
strutturale ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del
verde pubblico e privato con le essenze più adatte alle condizioni climatiche e
ambientali dei singoli territori”.
Il rapporto “Boschi e foreste nel Next
Generation EU” sottolinea l’importanza di una gestione forestale sostenibile
nella transizione verde europea e nel contrasto alla crisi climatica.
L’Italia è oggi con 11,4 mln di ettari e il 38% della sua
superficie territoriale il secondo tra i grandi paesi europei per copertura
forestale. Ogni anno le foreste italiane sottraggono dall’atmosfera circa 46,2
mln di tonnellate di anidride carbonica, che si traducono in 12,6 mln di
tonnellate di carbonio accumulato. Il carbonio organico accumulato nelle
foreste italiane è pari a 1,24 mld di tonnellate, corrispondenti a 4,5 mld di
tonnellate di anidride carbonica. E in città le piante possono ridurre le
temperature e rimuovere ozono e polveri sottili, queste ultime in gran parte
responsabili delle 60 mila morti premature che ogni anno avvengono in Italia a
causa dell’inquinamento atmosferico. Un contributo dei boschi e delle foreste
italiane alla sostenibilità, alla sicurezza e alla bellezza destinato a
crescere con la piantumazione nei prossimi 10 anni di più di 200 mln di alberi
come contributo nazionale alla “Strategia europea per la biodiversità 2030”,
che prevede di piantare 3mld di alberi nei paesi dell’Unione.
“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può avere nei
boschi e nelle foreste uno dei suoi punti di forza – dichiara il presidente
della Fondazione Symbola, Ermete Realacci – a partire da un’alleanza tra
pubblico, privato, comunità e cittadini. Gli alberi riducono una parte delle
emissioni di CO2, danno più qualità e abbattono l’inquinamento nelle città,
possono rafforzare la filiera del legno importante per il Made in ITALY. La
quota più rilevante del Next Generation UE (il 37%) è proprio destinata alla
transizione verde. La biodiversità e la bellezza sono una parte essenziale di
quell’economia a misura d’uomo che è il cuore del Manifesto di Assisi promosso
dalla Fondazione Symbola e dal Sacro Convento”.
In poco meno di 30 anni la superficie boschiva italiana ha
registrato una crescita del 20% (passando da 9mln di ha del 1990 agli attuali
11,4ml). Con il 38% della superficie nazionale coperta da boschi l’Italia è al
secondo posto tra i grandi paesi europei per copertura forestale dopo la Spagna
55,4% e davanti a Germania 32,8%, Francia 32,1% e Gran Bretagna 13,1% (media Ue
33%). Inoltre nel periodo 1990-2015 l’Italia ha registrato crescita annuale
media di superficie forestale dello 0,8%, seconda a quella della Spagna (1,2%),
davanti a Francia (0,7%), Gran Bretagna (0,5%) e Germania (0,04%), media UE
(0,4%). Più del 32%2delle foreste italiane sono custodite da aree
protette a fronte di una media europea del 24%
Il carbonio organico accumulato nelle foreste italiane è pari
a 1,24mld di tonnellate, corrispondenti a 4,5mld di tonnellate di anidride
carbonica. Le foreste italiane sottraggono ogni anno dall’atmosfera circa 46,2
mln di tonnellate di anidride carbonica, che si traducono in 12,6 mln di
tonnellate di carbonio accumulato. IPCC ritiene che la gestione forestale
sostenibile rappresenti il più importante strumento di mitigazione grazie
all’assorbimento (sink di carbonio), all’immagazzinamento negli stock
di biomassa e alla sostituzione di prodotti fossili con prodotti legnosi5.
Se il patrimonio forestale fosse gestito correttamente (allungamento turni,
trasformazione popolamenti da coetanei a disetanei, conversione cedui,
applicazione regolare delle scelte di pianificazione, prevenzione disturbi,
nuove riserve forestali, rete dei boschi vetusti) e non lasciato a sé stesso,
l’immagazzinamento del carbonio crescerebbe del 30%. Inoltre se aumentassimo
l’utilizzo del legno in tutti gli edifici pubblici (50% modello francese), si
avrebbe per ogni Kg di legno impiegato una riduzione media di 1,2 Kg di
carbonio, dovuto al mancato utilizzo di materiali Carbon intensive come cemento
e acciaio.
L’Italia con oltre 10mld di dollari è terza al mondo per
saldo della bilancia commerciale nel legno arredo dopo la Cina 92mld e Polonia
11mld ed è al quarto posto in Europa per la produzione di edifici prefabbricati
in legno. Attualmente oltre l’80% del fabbisogno di legno è coperto
dall’importazione, per un valore complessivo di 3mld di euro, un valore che ci
rende secondi importatori netti in Europa dopo il Regno Unito.L’Italia
importa quasi 70 mln mc equivalenti così suddivisi: 3,2mln mc di legname
grezzo, 37,6 mln mc equivalenti di prodotti semilavorati, 29,3 mln mc
equivalenti di paste e carta. Se facessimo piantagioni dedicate in grado
di sostituire almeno il legname grezzo che importiamo, servirebbero 365.000 ha
(e dovremmo aspettare anni), mentre migliorando la gestione degli 783.000 ha
dei boschi in grado di fornirlo – sugli 11,4 mln di ha che abbiamo –
produrremmo più di 3mln mc annullandone così la necessità di import e generando
un processo virtuoso a cascata sull’importazione di semilavorati.
L’Italia è chiamata nei prossimi 10 anni a piantare più di
200 mln di alberi come proprio contributo alla “Strategia europea per la
biodiversità 2030, riportiamo la natura nelle nostre vite” che prevede di
piantare 3 mld di alberi nei paesi dell’Unione. Un obiettivo perseguibile
grazie alla Strategia Forestale Nazionale attenta alla pianificazione e
gestione sostenibile delle risorse forestali. Ipotizzando almeno 100mila ha di
nuovi impianti e nuovi boschi – prevalentemente periurbani, determinanti
anche per la connessione ecologica con le foreste naturali – la sottrazione di
anidride carbonica dall’atmosfera aumenterebbe di 387mila tonnellate rispetto
ai 46 mln di tonnellate di anidride carbonica che le foreste italiane rimuovono
ogni anno dall’atmosfera.
Il settore florovivaismo occupa in Italia circa 200mila
persone. Per soddisfare la richiesta di 200 mln di piante nei prossimi 10 anni
serviranno 25mila nuovi posti di lavoro stabili a cui si aggiungono 4mila posti
per i primi 4 anni legati alle iniziali attività di piantagione e manutenzione
(sfalcio, erba e irrigazione).