la Corte dei Conti dell’Unione Europea ha pubblicato una relazione speciale sulla Strategia Forestale dell’UE 2014-2020 .
Il titolo della relazione è Finanziamenti
dell’UE per la biodiversità e la lotta contro i cambiamenti climatici nelle
foreste dell’UE: risultati positivi ma limitati ed in essa si rileva
come, nonostante negli ultimi anni sia incrementato il livello della
superficie UE coperta da foreste, il loro stato di conservazione appare in
peggioramento. Le pratiche di gestione sostenibili sono, secondo quanto
rilevato dalla Corte, essenziali per conservare la biodiversità e contrastare i
cambiamenti climatici nelle foreste, ma la Commissione europea avrebbe potuto
svolgere un’azione più incisiva a tutela delle foreste europee, nei settori in
cui quest’ultima ha piena competenza ad agire. Ad esempio, si poteva fare di
più per combattere il disboscamento illegale e concentrare maggiormente sulla
biodiversità e sulla lotta ai cambiamenti climatici le misure forestali attuate
nell’ambito dello sviluppo rurale.
La Corte osserva poi come le
superfici boschive ricevono dal bilancio UE finanziamenti di gran lunga
inferiori a quelle agricole, sebbene le due tipologie siano equiparabili per
estensione: i finanziamenti UE per la silvicoltura rappresentano meno dell’1 %
del bilancio della PAC e l’attenzione è posta soprattutto sul sostegno alle
misure di conservazione e alle attività di piantumazione e ripristino delle
superfici boschive. Il 90 % dei finanziamenti dell’UE per la silvicoltura è
erogato tramite il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.
La Corte ha inoltre constatato
che le principali politiche UE affrontano i problemi della biodiversità e dei
cambiamenti climatici nelle foreste dell’Unione, ma il loro impatto è limitato.
Ad esempio, sebbene il regolamento UE sul legno vieti la commercializzazione di
legno e prodotti da esso derivati di provenienza illegale, il disboscamento
illegale continua a essere praticato. Vi sono debolezze nell’applicazione del
regolamento da parte degli Stati membri e spesso mancano controlli efficaci,
anche da parte della Commissione.
L’UE ha adottato varie strategie
per ovviare alla scarsa biodiversità e al mediocre stato di conservazione delle
foreste dell’UE. La Corte però osserva che la qualità delle misure di
conservazione destinate agli habitat forestali rimane problematica: nonostante
l’85% delle valutazioni degli habitat protetti riportino uno stato di
conservazione cattivo o mediocre, le misure di conservazione sono per la
maggior parte finalizzate a mantenere tale stato anziché a ripristinarne uno
migliore
La Corte conclude che le misure di sviluppo rurale hanno avuto un impatto modesto sulla biodiversità forestale e sulla resilienza ai cambiamenti climatici, in parte a causa dei limitati importi spesi a favore delle foreste (in pratica, il 3 % della spesa totale per lo sviluppo rurale) e delle debolezze nella definizione delle misure. La sola esistenza di un piano di gestione forestale – condizione per ricevere i finanziamenti FEASR – offre scarse garanzie che i finanziamenti siano destinati ad attività ecosostenibili. Inoltre, il sistema comune di monitoraggio dell’UE non misura gli effetti delle misure forestali in termini di biodiversità o di cambiamenti climatici.