Una solidarietà in punta…d’albero di Natale! Stampa

Arriva il Natale e sorge immediata la domanda del perché non utilizzare le punte degli alberi caduti in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino per portare solidarietà concreta a quelle popolazioni così duramente colpite. Colpite nell’operatività quotidiana e chiamate a sostenere costi di taglio ed esbosco maggiorati, la perdita di valore del legno e tutto ciò che ne consegue a partire dal ripristino della foresta. In tema di rimozione degli alberi caduti occorre evidenziare come sia particolarmente difficoltosa a causa dei danni alla viabilità forestale e non, e come in molti casi siano andati distrutti i macchinari di molte imprese. In ultimo le stesse imprese dovranno affrontare le dinamiche di un mercato stravolto da un immissione di legname, per lo più certificato, straordinario sul mercato pari al taglio “normale” di 5/7 anni.

La tempesta “Vaia” il 29 ottobre ha colpito proprietari pubblici e privati nelle aree del Nord Est… una violenta logica distruttiva naturale senza distinzione di sorta.

Il Natale può essere un’occasione di vicinanza solidale nei confronti di chi pur colpito da una calamità senza precedenti sta cercando di risollevarsi.

Per questi motivi Coldiretti, Campagna Amica, Federforeste e Pefc Italia propongono l’acquisto di una punta di un abete caduto

 sull’Altopiano di Asiago, uno dei luoghi simbolo della devastazione, perché sia nella casa degli italiani l’albero di Natale della solidarietà.

Lo si potrà trovare presso i Mercati di Campagna Amica delle più importanti città italiane e con una donazione simbolica contribuire ad aiutare chi ha subito una delle devastazioni più tragiche nella storia delle foreste italiane.

Un impegno a tutto campo che va dalle azioni solidaristiche a quella di proposta al Governo. Coldiretti infatti ha presentato un pacchetto di proposte che vanno dalla necessità di risarcire gli operatori colpiti con un contributo in forma di voucher che consenta di recuperare il 50% dei costi sostenuti per la rimozione dei tronchi e degli alberi fino al credito di imposta per gli utilizzatori per le imprese che acquistano e reimpiegano il materiale legnoso proveniente dai territori colpiti. Poi ci sono altri temi, come quello della gestione dei terreni cosiddetti silenti, per i quali è difficile risalire ai proprietari o farli impegnare in una corretta gestione dei suoli. In questi casi si ritiene che debba essere data l’opportunità ad altri proprietari e ad altri operatori di gestire questi terreni per garantire non solo lo svolgimento di funzioni produttive, ma soprattutto di quelle funzioni ambientali e di difesa idrogeologica, oggi indispensabili.

Ma per ora concentriamoci sul Natale, che sia solidale con chi ha subito danni ma che sia anche sostenibile, come è la gestione dei boschi certificati PEFC da cui vengono le punte degli abeti distrutti. Perché il bosco rinascerà, a patto che sia nuovamente curato e gestito, fatto che sarà possibile anche grazie alla solidarietà espressa con l’acquisto delle punte di abeti caduti.