Dopo il disastro Stampa


(nel video la Val Visdende (BL))


Gli scenari apocalittici di questi giorni lasciano senza fiato ma occorre ripartire. La gente di montagna sa reagire e pur con il magone guardare al domani. Un domani che deve avere un approccio di largo respiro e la gestione forestale sostenibile come faro che indica la strada. In primis occorre liberare le aree boschive colpite dal legname caduto. Un lavoro che non può non vedere la mano della gente di montagna e dei tecnici forestali impegnati nella necessaria cernita[TP1]  del materiale atto ad essere utilizzato come legname da opera e quello destinato a diventare biomassa. Questa è una fase che deve vedere l’attivazione di tutele del legno italiano affinché operazioni di sciacallaggio di mercato non concorrano negativamente. Azioni di quel genere non sono concepibili e se non arginate sin dal primo momento potrebbero minare il morale e conseguentemente la permanenza dell’uomo in quelle aree. E poi il dopo…un dopo che deve porre delle riflessioni anche nel merito delle specie per aumentare la resilienza dell’ecosistema e biodiversità da utilizzare per ripartire con l’attenzione necessaria al paesaggio ma anche al dissesto idrogeologico, i cui risultati sono davanti agli occhi di tutti. Incentivi quindi per riportare allo stato preesistente quelle aree anche destinati a scegliere essenze che meglio sappiano coniugare prevenzione e paesaggio. Tutto ciò attraverso interventi che permettano il ripristino e la nuova creazione di viabilità forestale al servizio degli operatori forestali e dell’indotto turistico.  Il tutto per mettere in atto una gestione forestale sostenibile e certificata di area vasta i cui attori potranno essere se opportunamente incentivati i consorzi forestali capaci di organizzare e coordinare le proprietà private, pubbliche nonché demaniali.

Idee e proposte per ripartire al meglio consci che si sta affrontando un disastro  senza precedenti in Italia e che necessita una reazione da parte del potere pubblico appunto senza precedenti in termini economici ma anche di approccio a tutela la gente di montagna e di tutti noi.


 [TP1]ecessaria