Anche gli alberi hanno una carta d’identità Stampa
Scritto da Administrator   
Mercoledì 20 Marzo 2019 17:00

Il legno è uno dei primi materiali usati dall’uomo e che ancora oggi rappresenta, per le sue ottime proprietà, una delle principali risorse impiegate in numerose applicazioni. Nella cultura italiana il legno si è conquistato un posto di assoluto rilievo, spaziando dagli utilizzi quale biomassa sino ad arrivare ad essere protagonista anche nelle nuove tendenze della bioarchitettura e della bioedilizia: il piatto simbolo della cultura gastronomica nazionale, la pizza, se cotta “nel forno a legna” assume un connotato identificativo di italianità ancor più marcato. II legno per la sua naturalità, la sua semplicità e la facilità con cui può essere lavorato e trasformato artigianalmente, colloca la nostra produzione nazionale del mobile tra le più apprezzate in tutto il mondo e che grazie a esperti artigiani ha contribuito a diffondere il gusto, la professionalità e la passione del Made in Italy.

Made in Italy. L’industria italiana del mobile per rendere chiaro e trasparente il manufatto nazionale ha adottato “la scheda prodotto” in ossequio ad una norma che recita legge n. 126 del 1991 poi recepita anche dal Codice del Consumo nel 2005. L’abbiamo esaminata non c’è tristemente traccia della provenienza del legno utilizzato. Eppure è senza dubbio un valore aggiunto e non manca l’offerta considerato che 1/3 abbondante del nostro territorio è coperto da bosco.

Arriva dal Trentino e precisamente dalla Fondazione Mach la creazione di modelli di tracciabilità analitica utilizzabili come termine di confronto per verificare l’origine di un legno presente sul mercato. Un qualcosa di complicato, scientifico le cui ricadute sono, però, di tipo economico, sociale ed ecologico-ambientale, che ci portano alla valorizzazione della filiera corta, alla crescita degli indotti e del valore del legname locale, alla diminuzione delle importazioni di legname estero (80%) alla diminuzione dei gas serra in seguito ad abbattimento delle importazione di legname per lunghi tragitti, alla possibilità di utilizzare legname proveniente solo da foreste certificate e in ultimo a contrastare l’illegal logging.

Un made in Italy “completo” che non sa di deforestazione perché inciderebbe solamente sulla ricrescita annuale senza intaccare il capitale forestale nazionale o a dare una mano a chi ha dovuto fare i conti con un fenomeno devastante come Vaia che ha distrutto e messo a terra schiantati milioni di alberi nazionali.

E’ giunto il momento di rilanciare il made in Italy , questa volta completato dalla provenienza.

Servono un pò di quattrini per tonificare la ricerca e per una promozione seria. Il consumatore la pensa come noi è l’unica certezza.

Il legno è uno dei primi materiali usati dall’uomo e che ancora oggi rappresenta, per le sue ottime proprietà, una delle principali risorse impiegate in numerose applicazioni. Nella cultura italiana il legno si è conquistato un posto di assoluto rilievo, spaziando dagli utilizzi quale biomassa sino ad arrivare ad essere protagonista anche nelle nuove tendenze della bioarchitettura e della bioedilizia: il piatto simbolo della cultura gastronomica nazionale, la pizza, se cotta “nel forno a legna” assume un connotato identificativo di italianità ancor più marcato. II legno per la sua naturalità, la sua semplicità e la facilità con cui può essere lavorato e trasformato artigianalmente, colloca la nostra produzione nazionale del mobile tra le più apprezzate in tutto il mondo e che grazie a esperti artigiani ha contribuito a diffondere il gusto, la professionalità e la passione del Made in Italy.

Made in Italy. L’industria italiana del mobile per rendere chiaro e trasparente il manufatto nazionale ha adottato “la scheda prodotto” in ossequio ad una norma che recita legge n. 126 del 1991 poi recepita anche dal Codice del Consumo nel 2005. L’abbiamo esaminata non c’è tristemente traccia della provenienza del legno utilizzato. Eppure è senza dubbio un valore aggiunto e non manca l’offerta considerato che 1/3 abbondante del nostro territorio è coperto da bosco.

Arriva dal Trentino e precisamente dalla Fondazione Mach la creazione di modelli di tracciabilità analitica utilizzabili come termine di confronto per verificare l’origine di un legno presente sul mercato. Un qualcosa di complicato, scientifico le cui ricadute sono, però, di tipo economico, sociale ed ecologico-ambientale, che ci portano alla valorizzazione della filiera corta, alla crescita degli indotti e del valore del legname locale, alla diminuzione delle importazioni di legname estero (80%) alla diminuzione dei gas serra in seguito ad abbattimento delle importazione di legname per lunghi tragitti, alla possibilità di utilizzare legname proveniente solo da foreste certificate e in ultimo a contrastare l’illegal logging.

Un made in Italy “completo” che non sa di deforestazione perché inciderebbe solamente sulla ricrescita annuale senza intaccare il capitale forestale nazionale o a dare una mano a chi ha dovuto fare i conti con un fenomeno devastante come Vaia che ha distrutto e messo a terra schiantati milioni di alberi nazionali.

E’ giunto il momento di rilanciare il made in Italy , questa volta completato dalla provenienza.

Servono un pò di quattrini per tonificare la ricerca e per una promozione seria. Il consumatore la pensa come noi è l’unica certezza.

Il legno è uno dei primi materiali usati dall’uomo e che ancora oggi rappresenta, per le sue ottime proprietà, una delle principali risorse impiegate in numerose applicazioni. Nella cultura italiana il legno si è conquistato un posto di assoluto rilievo, spaziando dagli utilizzi quale biomassa sino ad arrivare ad essere protagonista anche nelle nuove tendenze della bioarchitettura e della bioedilizia: il piatto simbolo della cultura gastronomica nazionale, la pizza, se cotta “nel forno a legna” assume un connotato identificativo di italianità ancor più marcato. II legno per la sua naturalità, la sua semplicità e la facilità con cui può essere lavorato e trasformato artigianalmente, colloca la nostra produzione nazionale del mobile tra le più apprezzate in tutto il mondo e che grazie a esperti artigiani ha contribuito a diffondere il gusto, la professionalità e la passione del Made in Italy.

Made in Italy. L’industria italiana del mobile per rendere chiaro e trasparente il manufatto nazionale ha adottato “la scheda prodotto” in ossequio ad una norma che recita legge n. 126 del 1991 poi recepita anche dal Codice del Consumo nel 2005. L’abbiamo esaminata non c’è tristemente traccia della provenienza del legno utilizzato. Eppure è senza dubbio un valore aggiunto e non manca l’offerta considerato che 1/3 abbondante del nostro territorio è coperto da bosco.

Arriva dal Trentino e precisamente dalla Fondazione Mach la creazione di modelli di tracciabilità analitica utilizzabili come termine di confronto per verificare l’origine di un legno presente sul mercato. Un qualcosa di complicato, scientifico le cui ricadute sono, però, di tipo economico, sociale ed ecologico-ambientale, che ci portano alla valorizzazione della filiera corta, alla crescita degli indotti e del valore del legname locale, alla diminuzione delle importazioni di legname estero (80%) alla diminuzione dei gas serra in seguito ad abbattimento delle importazione di legname per lunghi tragitti, alla possibilità di utilizzare legname proveniente solo da foreste certificate e in ultimo a contrastare l’illegal logging.

Un made in Italy “completo” che non sa di deforestazione perché inciderebbe solamente sulla ricrescita annuale senza intaccare il capitale forestale nazionale o a dare una mano a chi ha dovuto fare i conti con un fenomeno devastante come Vaia che ha distrutto e messo a terra schiantati milioni di alberi nazionali.

E’ giunto il momento di rilanciare il made in Italy , questa volta completato dalla provenienza.

Servono un pò di quattrini per tonificare la ricerca e per una promozione seria. Il consumatore la pensa come noi è l’unica certezza.