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Il Progetto Foresta Appenninica è un programma innovativo volto al rafforzamento della Gestione Forestale Associata e del sistema dei Consorzi Forestali nelle aree montane della Dorsale Appenninica...

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Sviluppo sostenibile e valorizzazione delle risors


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POLITICHE FORESTALI E CREDITI DI CARBONIO

I principali serbatoi di carbonio a livello internazionale sono rappresentati oltre che dall’atmosfera anche dagli oceani, dalle riserve di combustibili fossili e dagli ecosistemi tra cui le foreste.

L’aspetto legato alla categoria dei “carbon sinks” forestali è il tema che più direttamente interessa il mondo forestale. Occorre fare riferimento alle risultanze scaturite dalla Conferenza Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo tenutasi a Rio nel 1992 ed alla recente conferenza delle Parti celebratasi a Milano nel Dicembre 2003 per quanto concerne l’analisi dell’evoluzione storico – politica del concetto di “carbon sinks” forestali. Un secondo aspetto si riferisce all’individuazione delle possibili alternative di quantificazione in termini fisici e monetari dell’assorbimento di carbonio da parte delle foreste, un terzo riguarda l’individuazione di adeguati strumenti di politica forestale atti a compensare i proprietari forestali con specifico riferimento ai Consorzi Forestali e da ultimo l’analisi delle implicazioni e delle prospettive che l’eventuale nascita di un mercato dei crediti carbonio potrebbe avere per il comparto forestale nazionale.

La capacità delle foreste di scambiare anidride carbonica (CO2) con l’atmosfera è da sempre argomento noto. Mentre la possibilità di monetizzare questa funzione, indispensabile per la vita del pianeta, è un opportunità presa in considerazione di recente. Il Protocollo di Kyoto ha segnato l’inizio di un processo di negoziazione che ha posto al centro del dibattito il patrimonio forestale. I meccanismi, innescati dal Protocollo di Kyoto, costituiscono degli strumenti di mercato in grado di consentire ai paesi industrializzati di adempiere agli impegni di riduzione delle emissioni dei gas clima – alteranti a costi minori. Occorre segnalare, a questo proposito, lo scambio internazionale delle emissioni di gas ad effetto serra con inizio nel 2008. Lo scambio dei diritti di emissione è un meccanismo in base al quale alle imprese vengono assegnate delle quote per le emissioni in considerazione degli obiettivi ambientali fissati dai singoli governi. Quando un impresa supera la propria quota di emissione può “potenzialmente” acquistare da un'altra impresa la quota “inutilizzata”. All’interno di questo meccanismo si inseriscono anche i pozzi di assorbimento carbonio che farebbero entrare a pieno titolo nello scambio dei diritti di emissione anche i proprietari forestali come potenziali venditori di quote. Per questo motivo è interessante quantificare in termini fisici e monetari quanto le foreste sono in grado di immagazzinare (ton. di Carbonio per ettaro di foresta) e quindi remunerare potenzialmente i proprietari boschivi.

 
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SVILUPPO SOSTENIBILE EMILIA ROMAGNA
(Sviluppo sostenibile e valorizzazione delle risorse naturali)


Attività implementate dalla Regione Emilia Romagna per la promozione dello sviluppo sostenibile.

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DICHIARAZIONE DI RIO DE JANEIRO
(Sviluppo sostenibile e valorizzazione delle risorse naturali)


Dichiarazione di Rio De Janeiro sullo sviluppo sostenibile

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DICHIARAZIONE DI JOHANNESBURG
(Sviluppo sostenibile e valorizzazione delle risorse naturali)


La dichiarazione di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile

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AGENDA 21
(Sviluppo sostenibile e valorizzazione delle risorse naturali)


I progetti di sviluppo sostenibile definiti a livello internazionale sono riuniti nell’Agenda 21 documento di propositi ed obiettivi programmatici su ambiente, economia e società sottoscritto da oltre 170 paesi di tutto il mondo durante la Conferenza su Ambiente e Sviluppo (UNCED) svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992. In Italia l'"Agenda 21" si concretizza dopo la Conferenza di Aaalborg in Danimarca del 1994, dal cui ambito nasce la "Campagna Europea Città Sostenibili". Le numerose amministrazioni che firmarono la Carta di Aaalborg e aderirono alla campagna europea delle città sostenibili stanno promuovendo attualmente processi di Agenda 21 locale sul proprio territorio. Un ulteriore impulso determinante in questa direzione si concretizzò con la nascita del "Coordinamento Nazionale Agende 21 locali", avvenuta nel 1999 a Ferrara, con il proposito di diffondere, valorizzare e monitorare le esperienze di "Agenda 21 locale" attualmente in corso e nel favorire la partnership e lo scambio di informazioni tra gli enti locali. Il Ministero dell'Ambiente con il Bando 2000 ha messo a disposizione delle amministrazioni locali e degli enti parco 12,9 milioni di euro (pari a circa 25 miliardi di lire) e sta sostenendo l'attuazione di 111 progetti. L'Agenda 21 internazionale è costituita da una piattaforma programmatica di 800 pagine in cui, partendo dai problemi globali che investono la Terra, viene indicato un programma operativo per una transizione verso uno sviluppo sostenibile, includendo obiettivi, responsabilità e stima dei costi. I temi più importanti possono essere schematizzati nel modo seguente:
1) the Prospering World: come armonizzare lo sviluppo economico del Sud con la sostenibilità ambientale
2) the Just World: come affrontare i problemi demografici e la povertà
3) the Habitable World: come affrontare i grandi problemi degli insediamenti urbani
4) the Desert Fertile World: come combattere l'erosione del suolo
5) the Shared World: come affrontare i problemi del cambiamento globale
6) the Clean World: come gestire nella maniera migliore il problema dei rifiuti tossici e dei prodottiradioattivi
7) the People's World: come combattere l'analfabetismo, come affrontare il ruolo delle minoranze
Secondo l'Agenda 21 i paesi industrializzati del Nord dovrebbero dare ai paesi in via di sviluppo del Sud 125 miliardi di dollari aggiuntivi all'anno per uno sviluppo sostenibile.

 
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